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OLDELEPHANTS

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Perché l’aria del continente

L’aria del continente, come i più veraci catanesi sapranno, è un testo scenico in tre atti di Nino Martoglio. Don Cola Dusciu benestante siciliano, partito per Roma allo scopo di farsi operare di appendicite, ne torna "continentalizzato" in compagnia di una bella cantante, sedicente romana tal Milla, scoperta poi sicilianissima di “Carrapipi” (Valguarnera di Caropepe in provincia di Enna). Nella commedia Don Cola Dusciu ostenta il disprezzo e la commiserazione per la gelosia e la goffaggine dei suoi compaesani, ma dentro è roso, come e più degli altri, dalla gelosia e da tutti gli istinti comuni all'epoca ai siciliani dell'entroterra dell'Isola.Quando lasciai per la prima volta la mia Catania, nel lontano Maggio 1995, in partenza anche io per Roma, promisi a me stesso che mai e poi mai avrei commesso l’errore di Don Cola Dusciu; né mai avrei preso quella ridicola cadenza misto “terrona-polentona” che il personaggio Martogliano sintetizzava intercalando in ogni periodo una presunta frase in romanesco “mannaggia alli pescetti”.Di anni ne sono passati tanti ed invece di tornare mi sono allontanato ancor più dalla mia terra, non posso quindi escludere che un po’ di quell’aria del continente me la stia portando addosso e assumendo quindi un atteggiamento preventivo, fin da subito riservo a me stesso un bel je accuse: caro Suomi, al secolo Filippo Monastra, tu c’hai l’aria del continente!Amo vedere il lato positivo delle cose e quindi ho proposto agli amici Thor e Jonny, visto che lo spirito degli olds è quello di agire come catalizzatore e fattore aggregante per i catanesi ed i tifosi del Catania che vivono “in continente”, di creare una rubrica ad hoc sul nostro sito ed intitolarla proprio così: l’aria del continente.Ma cosa intendo per lato positivo? Cosa può esserci di costruttivo negli atteggiamenti di Don Cola?Mi preme sottolineare che vado orgoglioso delle mie origini catanesi e siciliane che sono per me motivo di vanto, quando parlo con i miei amici e colleghi sparsi in giro per il mondo. Però ogni tanto, pur mantenendo la “sana” abitudine di lavare i panni sporchi in casa, non ci farebbe male mettere da parte un po’ della nostra protervia, cogliendo ciò che di meglio abbiamo imparato e condividendo questa nuova prospettiva con i nostri fratelli che, per varie ragioni e scelte di vita differenti, non hanno avuto la possibilità di fare simili esperienze.Mi sono scelto davvero un bel campo minato … sicuramente l’amico Santo da Pesaro compenserà le mie osservazioni bilanciandole e rendendo più verosimile la prospettiva proposta dai fratelli olds. Del resto lo spunto per queste riflessioni verrà sempre dalle vicende legate alla nostra squadra di calcio, niente di serio quindi …

L’irriconoscenza dei catanesi

A proposito di campi minati, come primo tema mi sono scelto un “simpatico” argomento: L’irriconoscenza dei catanesi …La presunta irriconoscenza dei catanesi ha lasciato tracce nella notte dei tempi. Uno dei più bei teatri lirici d’Italia è quello intitolato al cigno di Catania, Vincenzo Bellini. Il Teatro Massimo Bellini, fu costruito su progetto dell'architetto milanese Carlo Sada ed inaugurato nel 1890. Racconta lo scrittore catanese Leonardo Sciacca nel suo libro “la città” che l’allora sindaco di Catania “dimenticò” di invitare all’inaugurazione proprio il bravissimo architetto milanese, scatenando le sue giustificatissime ire.Tornando ai giorni nostri ed in particolare alla nostra squadra di calcio, nei forum dei tifosi del Catania va di moda da diverse settimane il dibattito tra “irriconoscenti” (definiti anche “cucche” - menagrami) e fiduciosi ad oltranza nell’operato della società.I primi, di cui aimé faccio parte, hanno espresso più volte la loro delusione per la gestione del post promozione, facendo osservare che sia da parte della società che del comune di Catania, si sia persa un’altra occasione per capitalizzare l’entusiasmo generato dalla tanta sospirata promozione nella massima serie.Un’attesa di 23 anni avrebbe forse meritato un altro grado di attenzione da parte dei media e delle televisioni locali. Come attenuante, il network che detiene i diritti di trasmissione degli eventi legati al calcio Catania, ha attualmente in corso una vertenza tra l’editore ed i giornalisti a cui va tutta la nostra solidarietà.Le critiche, a mio modesto parere, non hanno nulla a che vedere, questa volta, con la presunta irriconoscenza dei catanesi. Il presidente Nino Pulvirenti e l’amministratore delegato del Catania dottor Pietro Lo Monaco, hanno meriti difficilmente confutabili ed a loro andrà sempre la nostra eterna gratitudine.L’acquisizione della società da parte dell’attuale proprietà ha richiesto un notevole esborso economico ed oggi, grazie a questi sacrifici, il calcio a Catania è una realtà con un futuro finalmente roseo. Inoltre i piani per riportare in tre anni il Catania in serie A sono stati attuati con un anno di anticipo, cosa chiedere allora di più?Bene, questo è il punto! Chiediamo di dare seguito a questi progetti e fare tesoro degli errori commessi. Ad esempio lato comunicazione, ad oggi nessuno sa se, dove e quando verrà presentata la squadra. Del tradizionale trofeo Massimino, anche per le note vicissitudini legate alla ristrutturazione dello stadio, ormai non se ne parla più.Il riscontro deludente del numero di abbonamenti (ben al di sotto delle stime societarie) dimostra come molto ci sia da fare per fidelizzare un pubblico che nei momenti topici della stagione non ha mai fatto mancare il suo sostegno.Non voglio entrare invece nel merito del mercato. Troppe parole sono state spese ed io non sono che un umile tifoso e voglio evitare, almeno in questa occasione, di aggiungere il mio nome all’elenco degli aspirantii direttori generali/direttori sportivi di cui tutta l’Italia è piena. Non mi si chieda però di accettare per oro colato tutte le scelte né di rinunciare al sacrosanto diritto di critica che ogni abbonato ha diritto di espletare. Questa non sarebbe gratitudine e fiducia ma puro servilismo e dimostrazione di scarsa lungimiranza. Personalmente giudicherò sempre la società ed il suo management in base ai risultati ed alla modalità di ottenimento degli stessi.Il campionato sta per iniziare, adesso è tempo di sostenere con infinito amore i colori rossazzurri; spero di cuore siano i risultati del campo a smentire clamorosamente i dubbi e le perplessità fin’ora espresse.