ONORE   FEDE   FRATELLANZA   E   AMICIZIA

OLDELEPHANTS

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Così arriva il fatidico giorno, quello in cui dovrai misurarti con le grandi. Era già successo a Firenze, di avvertire quell’aspro odore di compiti da consegnare, prima che la campanella suoni. Ma il compito era rimasto a metà, ci hanno messo un visto con una matita blu, e sotto, in rosso, “rifare”. Abbiamo rimesso i fogli scarabocchiati dentro cartelle di plexigas portate sottobraccio. Ci siamo messi in fila. I nostri avversari scivolavano con le ventiquattrore dentro abiti perfetti, cuciti a misura da un sarto a cui noi non chiederemmo di rammendare nemmeno un buco nel calzino. Pensieri sparsi, mentre ci affrettiamo a raggiungere gli altri al casello di Rimini. Si va, verso la Capitale della Moda, la Capitale Industriale. Ci aspettano, coi fuochi d’artificio, per festeggiare una vittoria scontata. Andiamo, per festeggiare un giorno di calcio, di grande calcio, sognato, ambito, sofferto, meritato. Milano è calda, soleggiata e autunnale. Come un frutto dimenticato, lo scricchiolio di una foglia sul viale, ne percepiamo il sapore e il rumore. Milano. Da quanto tempo non ci si vedeva? Ti piace il mio vestitino a scacchi rosso e azzurro cucito da mani sapienti, nei giorni in cui tu raccoglievi le stelle e noi andavamo invece a scavalcare recinti, per sbirciare la luce , quella che oggi mi farà danzare al tuo cospetto, sotto sguardi superbi? Ti piacciono le miei scarpe non firmate, non consunte…….”ne avete ancora di strada da fare”, sembri urlare dagli spalti…Abbiamo camminato scalzi, su vetri rotti, sui sassi di stradine che conducevano in alto….e finalmente siamo giunti…e lo abbiamo fatto portandoci le nostre bandiere sulle spalle, come una via crucis, coi nostri sogni e le nostre fatiche. E  nessun ponzio pilato ad assolverci, abbiamo asciugato il sudore con le nostre mani, coi calci al pallone di gente che ci ha creduto, che ancora ci crede. E abbiamo dato un calcio in culo a voi, , ai vostri giochi di potere, alla vostra opulenza. Uno smacco alla superbia, vi ho visti piegati, timorosi, tremanti………..

Siamo usciti sconfitti, ma non perdenti. Più forti dentro, come sempre, quando c’è da affrontare un avversario in campo, e fuori, quello invisibile, subdolo, che ci castiga, che ci condanna, senza facoltà di replica. Ma non vogliamo alibi. Ci rivestiamo, sgusciando tra i sorrisi e il riverbero del sole. San Siro è alle spalle, ancora le ultime pose, con gli striscioni e le sciarpe, foto-ricordo di un colosso che abbiamo espugnato.

Lasciamo Milano, soddisfatti e amareggiati. Il sapore degli arancini ancora sulle labbra. Il viso di Sant’Agata attaccato al muro….Mettiti in posa che ho la digitale nuova…..Così va bene, si legge Forza Catania? Si legge sì……..

Ci perdiamo di vista. Dov’è Gionni, dov’è Nico, dove sono gli altri? Una sosta in autogrill, portiamo fieri le nostre sciarpe. Un tramezzino, una coca….Antica Sicilia è già un ricordo, altri sapori, altri odori. Ci riconosciamo, fra tanti, tra passeggeri e passanti. Uno sguardo furtivo, ci si incontra nel boccone amaro del ritorno.

Peccato, meritavamo di vincere. Abbiamo vinto.

Ciao Milano.