ONORE   FEDE   FRATELLANZA   E   AMICIZIA

OLDELEPHANTS

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L'idea dell'associazione era nata nel momento in cui mi sono resa conto che a
pagare  il malessere degli stadi eravamo solo noi tifosi catanesi. Società messa
ko da ammende e decisioni al limite dell'assurdo (campo neutro e a porte
chiuse). nessuno ha pensato al prezzo altissimo che la tifoseria catanese sta
pagando, e con essa la città intera. Si è dipinta Catania come la fucina di
tutti i mali (degrado, mafia, delinquenza), e si è tagliato corto: fuori i
catanesi, tolto il calcio a loro, tolto il malessere.

Qua e là leggevo e sentivo il disappunto, la rabbia, l'amarezza del tifoso e del
cittadino catanese, però ad un certo punto mi son chiesta: a che serve? a che
serve lamentarsi, a che servono le parole se nessuno le ascolta? Perchè non
organizzarci in una associazione, portare avanti i nostri diritti di tifosi? Ne
nascono spesso, esiste quella degli juventini Giùlemanidallajuve, è formata da
tifosi che si sono sentiti offesi, derubati di uno scudetto. Pensa...offesi loro
che pure rubavano nel campionato! E noi, come dovremo sentirci noi? Noi, che mai
abbiamo chiesto, che mai nulla  ci  è stato regalato.Noi, che il nostro presidente rischia il fallimento...un presidente che si è
sempre distinto per onestà e umiltà....non certo quei tronfi di presidenti
seduti in tribuna che spendono e spandano , costretti ugualmente a corrompere
gli arbitri!Basterebbe poco per farsi sentire, per dare voce a quei catanesi che si sono
sentiti, quel 2 febbraio, morire...morire due volte: perchè un uomo, un padre di
famiglia se ne andava per sempre...e perchè insieme a luis e ne andava anche il
sogno... un sogno, coltivato, nutrito come un'orchidea rara e preziosa...Forse
quel sogno si è posato sul petto del nostro concittadino, dorme con lui dentro
la bara. Si fanno compagnia...ma Filippo Raciti vuole restituircelo,vuole che i
catanesi bravi e onesti,che nulla hanno a che fare con quei delinquenti che gli
hanno tolto la vita, si riprendano il sogno...riprendano a gioire, a cantare, a
piangere.. ma di gioia, Troppe lacrime e troppo dolore hanno colpito Catania e
il Catania, laddove la squadra è un tutt'uno con la città..il sogno e il
progetto di ripartire, di andare avanti, nella vita come nel calcio. La voglia e
il desiderio di scalciare ancora al cielo un pallone, senza la macchia di una
città additata come violenta, insensibile, fuorilegge.Le parole non servono, o almeno,  non bastano. Occorrono i fatti. Occorre che
tutti sentano il  lamento dell' Elefante, che tutti sentano il nostro  dolore.
L' Elefante è stato ferito, però le sue zanne sono forti. Usiamole!

Mimma Compagna