ONORE   FEDE   FRATELLANZA   E   AMICIZIA

OLDELEPHANTS

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                                   ADESSO BASTA

 Adesso basta, il Massimino diventa terra di conquista e dopo Chievo e Novara(in Coppa Italia) anche il Cagliari sbanca il nostro terreno e se ne torna in Sardegna con tre punti di platino.

La sacrosanta verità è quella che i brillanti risultati ottenuti nelle prime giornate di Campionato avevano mascherato i difetti di questa squadra costruita per raggiungere risultati diversi dalla solita risicata salvezza e i 50 punti in classifica che sono un desiderio recondito del nostro presidente.

La vittoria di sette giorni orsono a Lecce, ottenuta proprio allo scadere ci aveva fatto pensare che la sconfitta con il  Chievo, poteva essere dimenticata in fretta e l’eventuale vittoria odierna ci avrebbe permesso di raggiungere il Napoli a quota 20 ed al quinto posto, invece non è stato così e paghiamo con una nuova sconfitta lo scarso stato di forma di alcuni dei nostri giocatori migliori e la cocciutaggine  del nostro tecnico che continua ad intestardirsi con questo modulo il 3-5-2 che ormai è stato sgamato dagli avversari ed infatti un ordinato Cagliari ha contenuto bene i nostri nel primo tempo senza correre nessun rischio alcuno e nella ripresa ha piazzato il colpo del KO con un incredibile goal del colombiano Ibarbo che ha soffiato alla nostra difesa un pallone su cui Le Grottaglie era nettamente in vantaggio  e dalla linea di fondo ha marcato tutta la rimanente difesa Andujar compreso ed ha messo in goal a porta completamente vuota. Questo giocatore ha fatto praticamente ammattire da solo tutta la nostra linea difensiva e lo stesso non credeva ai suoi occhi dopo aver realizzato l’incredibile rete. Certo a farlo diventare fenomeno ci hanno messo molto del  loro i nostri difensori. E’ incredibile  che un giocatore espertissimo come Le Grottaglie si sia fatto soffiare il pallone in quella  maniera ed è altrettanto incredibile che a nessuno degli altri sia venuto in mente di fare un fallo tattico per fermare la pericolosissima azione. La verità è quella che i nostri difensori hanno degli evidenti limiti tecnici mascherati fino a questo momento dai risultati favorevoli e da un centrocampo che forse fino a qualche domenica fa era molto più vivo di adesso.

Invece ultimamente i nostri centrocampisti sono calati forse perché a giocare sono sempre gli stessi e non capisco perché oggi si sia voluto rischiare Biagianti con il risultato di non ottenere l’apporto sperato e di bruciare uno dei cambi a disposizione dopo appena mezz’ora di gioco. Sciacca entrato  al suo posto ha cercato di dare il suo contributo pur senza eccellere ma quelli assolutamente non pervenuti sono Almiron uscito poi per infortunio e Lodi. Ballardini che prima di questa partita non aveva mai vinto contro il Catania ha seguito l’esempio di Di Carlo del Chievo, gli ha piazzato un uomo addosso e per il nostro è stata notte fonda , in questa maniera le nostre punte non hanno avuto un pallone giocabile e quando lo hanno avuto il Papu Gomez si è sempre intestardito in alcune azioni personali che non hanno apportato nulla di concreto alla nostra causa, i difensori sardi e Pisanu in particolare gli hanno fatto subito sentire i tacchetti addosso ed il nostro si è innervosito parecchio. Bergessio invece è calato parecchio rispetto alla prima parte del torneo in cui aveva sfoderato alcune eccellenti prestazioni ed alcune reti che gli avevano permesso con la complicità di Montella di soffiare il posto da titolare a Maxi Lopez.

Adesso deve essere lo stesso Montella  a capire che in questo momento qualcosa non và nella sua squadra e in questo 3-5-2. Se abbiamo perso due partite consecutive in casa un motivo ci sarà. Regaliamo sempre un tempo e chissà perché quando il nostro tecnico decide, bontà sua, di inserire Maxi Lopez è sempre passato almeno un quarto d’ora, oggi addirittura ha fatto sì che i nostri avversari passassero in vantaggio prima di metterlo in campo. E’ innegabile come con la gallina bionda il Catania sia stato molto più pericoloso in quei venticinque minuti in cui questo è stato in campo che in tutta la partita. Mi sembra che il signor Bergonzi (piuttosto scadente la sua direzione)alla sua centesima direzione in serie A, abbia preso un grosso granchio quando Maxi lanciato a rete è stato atterrato da Canini, il fallo è cominciato fuori area ma il nostro centravanti è caduto dentro, ma il fischietto genovese lontano dall’azione ha fatto cenno di proseguire facendo infuriare tutto lo stadio e beccandosi almeno cinque minuti di maledizioni da parte mia. Due domeniche fa Tagliavento per un fallo più o meno identico ci aveva fischiato un rigore contro quando abbiamo giocato e perso contro il Chievo.

Ora io dico siamo sicuri che Maxi Lopez  non possa essere impiegato dall’inizio? Siamo seri, quelle che dovrebbero essere le nostre punte sono tre partite,compresa la vittoriosa trasferta di Lecce che non producono uno straccio di occasione con Gomez  molto indisponente quando si incasina con quelle sue azioni personali che vanno, spesso e volentieri, a cozzare contro le munite retroguardie avversarie, cosa che è successa praticamente anche oggi. Forse un turno di riposo potrebbe fargli bene, vedere  che rimane fuori anche lui , potrebbe fargli entrare in testa che si gioca per la squadra e non per se stessi. Ma in questo deve essere intelligente Montella a gestire la situazione.

Alla ripresa degli allenamenti il nostro tecnico deve farsi sentire con i suoi giocatori si ma deve fare anche un mea culpa per alcuni atteggiamenti e per alcune scelte che ci sono costate abbastanza care.

Domenica prossima andiamo a Bergamo in casa dell’Atalanta, una delle squadre più in forma del Campionato. E’ inutile dire che un’altra sconfitta ci farebbe ripiombare nell’anonimato. Stà a tutti società, tecnico e giocatori dimostrare che questi ultimi risultati negativi siano stati soltanto degli episodi e che la squadra è viva e vegeta. 

                                                                                                                                                                                        Il felino