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OLDELEPHANTS

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               E’ UNA BRUTTA SCONFITTA

E’ una brutta sconfitta quella di oggi incassata dal Catania sul proprio campo ad opera del Chievo ed è una sconfitta, che a mio modo di vedere, deve far riflettere. Spero solo che i ragazzi trovino la forza di reagire per non compromettere quanto di buono creato fino ad oggi.

Nel nostro campionato bastano un paio di battute di arresto e già la classifica seppur buona, stasera la dobbiamo guardare in maniera diversa in quanto come dice spesso un mio caro amico dalla pagina 1di 1 siamo passati nella pagina 2 di 1. Per carità abbiamo ancora un rassicurante margine sulla zona calda e nessuno si era esaltato dopo i risultati positivi delle precedenti giornate però bisogna ricompattarsi in fretta per non cadere dentro al polverone della salvezza che ribadisco quest’anno non dovrebbe riguardarci.

Oggi è andato tutto storto. Che il Chievo fosse un cliente difficile e non facile da battere quello lo si sapeva però il Catania oggi ci ha messo del suo, sbagliando tutto quello che c’era da sbagliare ed interstardendosi in fraseggi centrali che non hanno portato a nulla di concreto e su cui la folta retroguardia ospite ha avuto buon gioco. Montella  grida ai suoi di velocizzare la manovra ma il gioco sulle fasce raramente si concretizza, giochiamo solamente a sinistra ma Marchese mette al centro qualche pallone per un centravanti che non c’e’; le nostre punte giocano abbastanza lontane dalla porta e non creiamo nessun pericolo a Sorrentino. Il portiere ospite si limita a normale amministrazione e non deve effettuare nessuna parata. D’altronde il Catania nel primo tempo produce soltanto un tiro dal limite di Ricchiuti che dà soltanto l’illusione del goal e un palo di Bergessio che su azione d’angolo colpisce il legno della  porta clivense da posizione abbastanza defilata ed in quel momento è sembrato che fosse il massimo che il nostro attaccante potesse ottenere nel senso che difficilmente avrebbe segnato. Il Chievo si è limitato ad aspettarci fidando nelle ripartenze ed al 21° ha rischiato di farci male parecchio meno male che Spolli effettua un recupero prodigioso chiudendo su Therau che era stato messo davanti ad Andujar da uno svarione di Bellusci.

Ci stiamo tranquillamente avviando al riposo sullo 0-0 quando Spolli si complica la vita e sul vertice sinistro della nostra area si fa soffiare la palla da Pellissier e nel tentativo successivo di rimediare all’errore commesso rovina energicamente addosso all’attaccante avversario, non accorgendosi che Le Grottaglie può essere in grado di chiudere sulla punta avversaria. Il fallo comincia fuori area nettamente ma Pellissier cade dentro e per il pessimo Tagliavento è rigore. A nulla servono le proteste dei nostri con Spolli ammonito, in diffida salterà la prossima trasferta di Lecce.

Il Capitano degli ospiti non si fa impietosire dai fischi e porta la sua squadra in vantaggio con Andujar che non accenna neanche l’intervento.

Finisce il primo tempo dopo due minuti di recupero. E’ stato un brutto Catania e mi sfogo al tele fono con l’amico sopra accennato.

Mi aspetto qualche cambio nell’undici iniziale e soprattutto un cambio di tendenza nel gioco perché se non invertiamo la rotta difficilmente recupereremo la partita.

Le squadre rientrano in campo con gli stessi effettivi, i nostri ci provano a piazzarsi stabilmente nella metà campo avversaria ma alla stessa stregua del primo tempo Sorrentino non corre nessun pericolo. Intorno al quarto d’ora Montella effettua i primi cambi, entrano Lopez e Biagianti e vanno fuori Ricchiuti e Potenza, quest’ultimo non la prende bene e forse una multa da parte della società, potrebbe fargli passare l’arrabbiatura.

Maxi Lopez porta peso in attacco e mi è sembrato animato da buoni propositi e dopo un tiro sul fondo, il nostro al 24° si guadagna un rigore che però Lodi si fa parare dall’attento Sorrentino. Prima del tiro dal dischetto c’e’ stata una discussione tra Lodi e Maxi Lopez poiché quest’ultimo credo volesse battere la massima punizione però qualche istante dopo si allontana e Lodi può calciare nella maniera oscena che tutti abbiamo visto. E’ una mazzata incredibile, infatti quattro minuti dopo subiamo il secondo goal, Biagianti si scontra  con Bellusci disturbando il comodo rinvio del nostro difensore, palla a Pellissier che mette in mezzo per il più comodo degli appoggi in rete di Sammarco.

Il Catania si ributta a capofitto in avanti ma gioca con il cuore e non con la testa, a nulla serve l’ingresso di Catellani al posto di Gomez che a mio modo di vedere andava tolto molto tempo prima ed il goal di Almiron con un gran tiro da fuori deviato da Sammarco serve soltanto ad addolcire nel punteggio la sconfitta. Siamo a tredici minuti dalla fine e ci sarebbe tutto il tempo per tentare il forcing finale ma il nostro attaccante più pericoloso è Spolli che su azione d’angolo esalta i riflessi di Sorrentino, mentre un altro colpo di testa esce sul fondo di un soffio.

Dopo tre minuti di recupero l’arbitro sancisce la nostra  prima sconfitta al Massimino.

Ho sentito l’intervista di Montella a fine partita, il nostro tecnico era abbastanza amareggiato però a mio modo di vedere ci ha messo anche del suo. L’inconcludente Gomez di oggi andava tolto molto tempo prima, non ho capito a cosa è servito l’ingresso di Biagianti, probabilmente sarebbe stato più utile Del Vecchio e forse  anche Barrientos poteva dire la sua, visto che tutti i corridoi erano intasati, chissà magari poteva inventare qualcosa, visto che oggi di inventiva non c’era per niente.

Tutti i nostri giocatori hanno giocato parecchio al di sotto delle  loro possibilità. Speriamo sia stato soltanto un pomeriggio storto.

Il Chievo ha fatto la sua onesta partita e non ha rubato assolutamente nulla ringraziando per i regali che gli abbiamo concesso e per i tre punti che hanno permesso ai nostri avversari di scavalcarci in classifica.

Mi aspetto una pronta reazione sabato a Lecce perché è inutile dirvi che una eventuale terza sconfitta consecutiva sarebbe terrificante per il prosieguo del nostro torneo.

Dai Catania rialzati, la tua gente ti guarda.

 

                                                   Il felino