ONORE   FEDE   FRATELLANZA   E   AMICIZIA

OLDELEPHANTS

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Questo è ciò che oggi tornando al lavoro ho trovato nel mio armadietto. Dopo un primo periodo di stupore misto a rabbia, ho trovato la forza di reagire con ardore.

A volte le parole fanno male come un pugno, altre volte ne fanno di più, ma ti controlli. Pensi a quello stupido che in un momento di rabbia sportiva o sociale ha scritto quella frase e ti fa ragionare

Chissà quanta di questa gente, con cui ci lavori a fianco o soltanto ti saluti, ti sorride ma poi nei suoi pensieri invece sei colpevole quanto quelli che hanno commesso quel orribile aggressione.

Non mi ha fatto male leggere quella scritta, mi fa male essere associato a quella gente. Molti di noi hanno fatto fatica ad entrare in sintonia  con la cultura di un altro paese, facendo a gomiti per dimostrare che non siamo i figli di un dio minore, quelli che provengono dal paese della mafia del clientelismo, ma che siamo persone per bene, che lavorano e faticano come tutti, partecipando attivamente alle problematiche che si susseguono. Ed ecco che vacilli.

Il 2 febbraio è successo quello che nessuno di noi poteva immaginare, e anche se sai che non c'entri nella con tutto ciò, ti senti colpevole.

Ma siamo colpevoli?

Questa è la domanda che mi pongo, forse lo siamo tutti anche in minima parte. Il voltarsi da un altra parte quando vedi qualcosa, il non ribellarsi perchè in fondo noi siamo brave persone e loro "animali", tutta una serie di cose che deve farci riflettere.

Stiamo subendo in questi giorni, un attacco continuo, ogni singola persona si sente in dovere di fare la sua morale, tavole rotonde, talk show, discussioni, a cui intergono, politici dell'ultima ora, presentatori, cantanti, veline e non mancano i divi porno. I catanesi sono quelli più spietati, escono fuori scrittori che parlano di influenza di cultura greca (programma shock su la7), il presentatore famoso che urla alle telecamere che non si doveva permettere la festa della santa padrona dando del superficiale a sindaco e popolo( proprio lui che ha inscenato un falso suicidio ad un famoso festival per alzare gli ascolti). Colpire Catania e la sua gente oggi è facile e sta diventando una moda.

Sono stufo di vedere questa gente che fà i moralisti in tv, peggio di chi ha scritto frasi come questa rivolta a me.

Leggevo in un messaggio sul muro "come è finita con la faccia pulita di Catania?", a niente fratello. Catania ha sempre la stessa faccia. Continuerà a metabolizzare tutto i drammi, le passioni e le amarezze. Tanto domani è un altro giorno e dobbiamo pensare a come mangiare. Catania sarà ancora la stessa, con il suo caos, coi posteggiatori abusivi con la gente che lascia la macchina in terza fila per andare a comprare il pane fregandosene se dietro di forma una gran fila " mi sono mancato solo un minuto che fretta avete". Già che fretta c'è? perchè poi non dobbiamo rilassarci in fondo sta comprando un chilo di pane. Catania sarà quella che difende i "picciriddi", perchè in fondo sono picciriddi. Solo poi scoprire che da grandi  possono fare danno e tutti a dare la colpa al governo perchè c'è la disoccupazione. Catania è quella che dia per scontato tutto, se vedi la cosa che non va trovi la giustificazione "tanto siamo a Catania". Io mi chiedo "Com'è la faccia di Catania?".

Frasi scontate, dobbiamo ripartire, ricominciare. Perchè dico io. Noi non ci siamo fermati e non ci fermeremo. Senza sbandierarlo ai quattro venti. Un amica mi diceva "bisogna solo continuare a lavorare in silenzio e non cambiare una virgola di quello che siamo". Ha perfettamente ragione. Noi non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, perchè amiamo il calcio ed il Catania. Non ci facciamo fermare da nessuno. Porteremo sempre con noi quella voglia di divertirci e la passione dirompente che ci accomuna. Siamo Old Elephants oltre che tifosi ambasciatori di Catania, sparsi in ogni regione d'Italia con la voglia e la passione di portare in alto la nostra città senza usare la forza e senza urlarla, ma soltanto comportandoci come abbiamo fatto fino ad oggi, con orgoglio ed educazione.

Renato.