ONORE   FEDE   FRATELLANZA   E   AMICIZIA

OLDELEPHANTS

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                 NON E’ SUCCESSO NULLA

 E’ quello che tutti noi dobbiamo pensare al fischio finale del Signor Gervasoni. La sconfitta di oggi, seppur pesante nel punteggio 4-0 il risultato finale in favore del Milan, non deve inficiare quanto di buono i nostri ragazzi hanno fatto fino a questo momento e deve dare loro la consapevolezza che hanno tutti i mezzi per rialzare la testa e continuare ad essere protagonisti, a cominciare dalla prossima partita quando, dopo la sosta, scenderà sul nostro terreno il Chievo.

D’altronde se qualcuno avesse previsto al termine di questo ciclo di partite terribili, guarda caso iniziato e chiuso con le due milanesi, che la nostra  squadra avrebbe conquistato otto punti, nessuno di noi probabilmente ci avrebbe creduto.

Il Catania esce battuto ma non ridimensionato e la sosta giunge opportuna per permettere a Montella ed ai suoi di leccarsi le ferite e riprendere il cammino verso i traguardi che la società si era posta ad inizio stagione e cioè settima salvezza consecutiva e caccia ai famosi 50 punti previsti dal presidente Pulvirenti.

La sconfitta di oggi  è assolutamente meritata. Troppo forte il Milan di oggi che ha subito mostrato dall’inizio la voglia di vincere per risalire le posizioni in classifica e lanciare un segnale preciso a tutte le altre pretendenti allo scudetto : I campioni in carica siamo noi ed abbiamo tutte le intenzioni di riconfermarci.

Montella alla vigilia ha cercato come al solito di caricare la sua squadra accarezzando il sogno e l’idea di fare risultato anche a San Siro.

Rispetto alla formazione che aveva battuto il Napoli Montella opera un solo innesto, gioca Lanzafame al posto dell’infortunato Izco, rimane ancora fuori  Maxi Lopez e questo mi fa pensare ad una possibile cessione a gennaio, giusto ieri leggevo che ci sarebbe anche un interessamento del Milan.

Nella maglia bianca da trasferta completano la formazione : Andujar in porta, il già citato Lanzafame  e Marchese sono gli esterni difensivi, Lodi, Ricchiuti ed Almiron a centrocampo , Gomez e Bergessio di punta.

I nostri avversari impiegano poco a stringerci sulla nostra trequarti, e si ha subito l’impressione che per la nostra difesa sarà un mega pomeriggio di lavoro. Montella sarà anche coraggioso a schierare Lanzafame sulla linea dei terzini ma è proprio da quel lato che arrivano i peggiori pericoli per la nostra porta. E’ da un intervento scomposto ed ingenuo  di Lanzafame su Robinho che nasce il vantaggio del Milan, l’intervento è in area e Gervasoni che è li a due metri non può proprio fare a meno di fischiare il rigore in favore dei nostri avversari. Il tiro di Ibrahimovic è angolatissimo, Andujar intuisce ma non intercetta la sfera che finisce in fondo al sacco. Siamo appena al settimo minuto e si prospetta già un pomeriggio di passione. Il Catania per la verità cerca anche di reagire e per una quindicina di minuti sviluppa anche qualche apprezzabile trama di gioco, una conclusione di Gomez è ben parata da Abbiati ed un traversone di Lanzafame viene respinto con un braccio da Zambrotta. E’ rigore ma non per l’arbitro che giudica involontario e fa ampi cenni di proseguire l’azione, infischiandosene altamente delle proteste dei nostri giocatori.

Eravamo ancora sotto 1-0, non credo che l’eventuale concessione prima e realizzazione dopo avrebbe cambiato la storia di questa partita però l’avrebbe aiutata ad andare un po’ meglio per i nostri colori. Succede infatti che scampato il pericolo il Milan al 23° raddoppia con un’azione avviata da un lancio di Ibrahimovic e rifinita da Robinho che su lancio del campione svedese si beve Bellusci e poi piazza il pallone nell’angolino dove il nostro portiere non può proprio arrivare.

Anzi Andujar è bravissimo a negare ancora un paio di goal ai rossoneri fermando prima una incursione di Seedorf e poi parando un colpo di testa di Ambrosini che stava già esultando.

Il Catania cerca di non demoralizzarsi e risponde in qualche maniera agli attacchi del Milan ma non siamo mai pericolosi, Abbiati para a terra un tiro di Bergessio e quando il nostro centravanti lo scavalca con un pallonetto ci pensa Bonera a salvare sulla linea di porta il goal che chissà poteva riaprire la partita. Ed invece dopo tre minuti di recupero si va negli spogliatoi con il Catania sotto di due goal.

La ripresa comincia con gli stessi effettivi, Montella stavolta impiega un po’ ad effettuare i cambi e quando entrano Barrientos prima e Maxi Lopez dopo è già passato un quarto d’ora abbondante dall’inizio della ripresa. Il Milan controlla il risultato ma i nostri non sanno approfittare del momento di torpore degli uomini di Allegri, la nostra manovra arriva fino alla tre quarti avversaria ma non riusciamo ad essere pericolosi, poi quando il Milan si sveglia dalla catalessi sono dolori perché incassiamo ancora due goal, un’autorete di Lodi ed un goal di Zambrotta lesto a ribattere in goal un pallone non trattenuto da Andujar su punizione di Ibra.

Sul 4-0 la partita è finita o quasi e si è giocato per la gloria personale così Andujar ha negato la gioia del goal a Pippo Inzaghi mentre Abbiati non ha voluto essere da meno e proprio all’ultimo secondo del secondo minuto di recupero  ci nega la rete della bandiera parando un tiro a giro di Bergessio diretto nell’angolino.

Il Milan ci ha riportato sul pianeta terra, parecchi dei nostri oggi mi sono sembrati sotto tono e la sosta giunge a proposito per permettere a qualcuno di rifiatare. Speriamo di non rivedere mai più Lanzafame  nella linea difensiva a cinque. In ritardo alcuni cambi, non ho capito perché il nostro tecnico ha aspettato un quarto d’ora prima di mandare in campo forze fresche. Bisogna fare tesoro di questa sconfitta, si cresce anche perdendo partite come questa e ripartire. Non eravamo fenomeni prima e non siamo brocchi adesso.

Dopo la sosta arriva a Catania il Chievo ed è inutile dire che una vittoria renderebbe meno amara la sconfitta di oggi. Vorrei inoltre capire quali siano le intenzioni della società nei confronti di Maxi Lopez.

Dai Catania rialzati……….

 

                                                    Il felino